martedì, giugno 28, 2005
Last days di Gus Van Sant Nell'epilogo del film assistiamo alla separazione-liberazione dell'anima di Blake-Kurt dal groviglio irrisolto dei legami ingestibili. L'anima di Blake esiste e si manifesta sulla terra. La divaricazione non e' tra immanente e trascendente ma tra immanente-vitale e immanente-mortale. Vitale e' la ricerca (della liberta', dell'altro, del sè,...), mortale è l'incapacita' (di dire, di amare, di riconoscere,...). Ecco che, per paradosso, la morte puo' apparire "vitale" in quanto negazione (annullamento) delle sconfitte e delle loro conseguenze. L'anima si delinea per sottrazione, come una statua appare per eliminazione del materiale in eccesso. Van Sant indaga Blake, allo stesso modo in cui un pittore pensa al suo soggetto. E' un immagine, volatile per sua natura, oggettivamente inesistente che va colta attraverso le sensazioni che riesce ad emanare. L'anima di Blake si illumina mentre il corpo comincia lentamente a svanire. Un corpo che non collabora, vuole cedere, vuole sottrarsi al contesto. Il corpo comincia a cessare gradualmente, socialmente, negandosi ai legami, alle relazioni, alla vista. Il soggetto si autopercepisce attraverso questi elementi etici e attua incosapevolmente un'operazione di decostruzione del se', al cui termine "resterà" un'anima intellegibile anche se non piu' connessa ad un corpo. L'osservazione di Van Sant procede apparentemente per inerzia, secondo la stessa legge naturale che porta il soggetto verso la sua fine. Il movimento di indagine e' naturale non gia' in quanto trasparente ma in quanto consustanziale al suo oggetto di osservazione. La presenza dell'osservatore e' fortissima, ma l'osservatore e' assolutamente solidale con il sistema di riferimento in cui e' Blake. La MdP di Van Sant si permette di seguire Blake scartando un albero in una direzione diversa da quello della corsa di lui. E' un'affermazione perentoria del regista-osservatore: "sono qui! Nello spazio filmico, dentro, con la mia idea, il mio corpo". Non esiste una realta' oggettiva da narrare! Il regista lo afferma riproponendo piu' volte lo stesso episodio, con parole e gesti diversi. E con diverse inquadrature, in quanto non esiste neppure una narrazione definitiva. Un oggetto-concetto sfuggente si puo' cogliere solo attraverso un osservatore mobile, instaurando un processo dialettico, configurando l'incontro di due realta' in movimento che si presentano all'appuntamento con lo spettatore in modo informe, non-definitivo, assolutamente provvisorio. In questa indeterminazione esiste lo spazio di ospitalita' verso lo spettatore, un invito ad entrare, se non nella scena, almeno nell'idea della narrazione. Un'idea che e' (in) movimento, e' lo spostamento del soggetto verso il margine (della vita), la sua fuoriuscita dalla scena. Il margine sfugge alla misurazione, appartiene all'insieme che delimita ma anche al suo complemento. L'assenza di misurazione implica assenza di giudizio. Lo sguardo morale e' sospeso, perchè privo di (un) senso. Acquisiamo la consapevolezza che il senso di (un) giudizio non appartiene a chi osserva ma a chi e' osservato. Le regole dell'osservatore non sono utili perche' non spiegano. Se chi e' osservato e' privo di strutture non offre strumenti di giudizio. Un'epica inquadratura allarga il campo, con lentezza esasperante, rendendo Blake sempre piu' lontano. Ma la sua voce e' sempre piu' viva, lacerante. Mentre il suo corpo scompare, l'idea di lui, della sua sofferenza, il senso dell'assenza di senso divengono vividi, palpitanti. Prende forma la terrificante consapevolezza di una vita che spegnendosi restituisce tutta la sua energia come un pianeta capace di regalare luce anche dopo la sua esplosione, a patto di esserne terribilmente lontani.

lunedì, giugno 27, 2005
Old Boy di Chan-wook Park Nel 1930 l'austriaco Robert Musil faceva pensare a Ulrich, il suo "uomo senza qualita'" che sono sempre esistiti due modi di procedere, quello dell'allegoria e quello dell'univocita'. La prima e' "il collegamento d'immagini che regna nel sogno, e' la logica sdrucciolevole dell'anima", la seconda e' "la legge del pensare e agire lucidamente... che condurrebbe alla rovina se le circostanze non si potessero esporre in forma univoca". Musil descrive lo smarrimento di un mondo incapace di gestire la perdita di certezze morali che l'acquisizione delle certezze scientifiche imponeva alla societa'. L'incapacita' di sintezizzare l'univocita' della produzione capitalistica con la vita degli uomini, concepibile, ormai, solamente come allegoria. In questo film sono messe a confronto le due modalita' di procedere, Dae-Su, dopo quindici anni passati in una prigione senza saperne il motivo, vive solo per sapere, chi l'ha voluto incarcerare e perche' . Dopo aver esaudito tale desiderio il suo scopo sara' solo quello di vendicarsi. Il suo aguzzino, Woo-jin Lee, prevede la sua reazione e su di essa puntera' per infliggere a Dae-Su la vera sofferenza che gli ha riservato. Il vero dolore dovra' ancora compiersi ma non agira' sul corpo bensi' sulla mente. Woo-jin Lee e' stato visto da Dae-Su fare l'amore con la propria sorella e pur amandola la lascera' morire per il terrore che la gente, informata da Dae-Su, venisse a sapere che stava per generare un figlio, frutto dell'incesto. Woo-jin Lee indurra' subdolamente Dae-Su ad innamorarsi della propria figlia, affinche' possa rivivere una parte del dolore che Dae-Su gli ha involontariamente inflitto. Dae-Su, infine, dopo aver saputo, preferira' "dimenticare", tramite ipnosi, il legame di sangue che lo lega a sua figlia per poter smettere di soffrire e continuare ad amarla. Scegliera' di vivere la propria vita seguendo la piu' grande, ingannevole, incomprensibile allegoria che sia dato di vivere agli uomini.
Nel 1927 il tedesco Werner Heisenberg enuncia il pricipio secondo il quale non e' dato di conoscere simultaneamente in un certo istante la posizione e la velocita' di una particella, in quanto la luce necessaria per "illuminare" la particella modificherebbe una delle due grandezze. Con questo principio della meccanica quantistica cessa l'aspirazione dell'uomo alla conoscenza assoluta.
giovedì, giugno 23, 2005
Clean di Olivier Assayas Il film e' esteticamente valido, per un'uso intelligente della MdP che galleggia nello spazio come un naufrago, a rendere la disperazione. Le inquadrature strette dei particolari parlano di un mondo minimale che sta per crollare. L'inquadratura finale, ampia, sul ponte di San Francisco stabilisce infine la riacquisizione del controllo dell'uomo sulla propria vita. Alla fine Emily vi riesce tuttavia il film resta distante.Non diventa paradigma di nulla. I protagonisti si danneggiano da soli, riescono a risollevarsi solo attraverso amicizie influenti del mondo dello spettacolo. Non e' questo il mondo reale. Qui ci si fa male davvero, spesso senza alcuna colpa e ancor piu' spesso senza aiuti dall'alto.
Film sulla speranza, di rinascere, di avere una seconda chance. Lee Hauser e Emily Wang sono una coppia di artisti, dopo anni di successi stanno vivendo il loro declino, per di piu' sono in balia dell'eroina. Dopo la morte di Lee per overdose, Emily cerca di ricostruirsi un'esistenza socialmente accettabile che le permetta di riavere suo figlio. Accetta anche i lavori piu' umili ma alla fine il suo vero riscatto a avviene attraverso la musica, la sua passione di vita. 
mercoledì, giugno 22, 2005
Super Size Me di Morgan Spurlock Spurlock afferma correttamente che al MD non interessa nulla della salute dei consumatori e che insegue solo i propri profitti, allarga questa analisi anche ad altre industrie alimentari e mostra lo stato di degrado alimentare che pervade le scuole statunitensi che vivono anche grazie alle iniziative "benefiche" degli sponsor che piazzano macchinette distributrici nelle scuole. Individua, sensatamente, nella pessima alimentazione da fast food un fattore fondamentale dell'epidemia di obesita' che ha invaso gli USA. Alcuni ricercatori hanno sostenuto la tesi che l'impero romano sia crollato a seguito di un impoverimento delle capacita' intellettuali della nomenclatura romana, dovuta alla presenza di piombo nel vino, rilasciato da alcune anfore. Sara' il buffo pagliaccio giallo a liberarci dell'ingombrante presenza yankee?
Presentato al Sundance Festival. La tesi sostenuta da questo documentario e' giusta e condivisibile: mangiare da Mc Donald's fa male alla salute e tanto. Detto questo non si puo' certo affermare che il documentario segua una dimostrazione rigorosa o attendibile. Spurlock mangia tutti i giorni, per un intero mese, solo i cibi serviti da MD. Forse starebbe male anche se mangiasse tutte le sere in pizzeria, anche se magari meno. Il protagonista si ingozza ogni volta con il menu' Super Size. Siamo d'accordo: e' un'idiozia questa porzione selvaggia di cibo ipercalorico, i commessi la propongono spesso e volentieri ma egli la mangia senza averne voglia. La sovralimentazione forzata sarebbe pericolosa anche con cibi meno dannosi.
lunedì, giugno 20, 2005
La samaritana di Kim Ki-Duk Del vano tentativo di ritornare indietro ci dice La Samaritana di Kim Ki-Duk. Un solo personaggio fa da controcanto ed e' l'adolescente Jae-Young che si prostituisce per fuggire in avanti dal suo mondo, sogna di volare in Europa ma morira' per non essere punita da una societa' che la condanna. La sua amica Yeo-Jin non riesce ad accettare la sua morte. Per riportarne il suo spirito sulla terra non esita a fare cio' che aveva sempre avuto in orrore, finendo per prostituirsi senza uno scopo. Gli uomini molto piu' vecchi di lei cercano nel suo corpo la loro gioventu' mentre lei cerca di rivivere nei loro corpi il suo amore per l'amica perduta. Il padre di Yeo-Jin viene a conoscenza della doppia vita della sua giovanissima figlia e non riesce ad accettare che lei possa avere una sessualita' tanto accentuata quanto torbida. Egli e' cristallizzato al momento in cui sua moglie, morendo, li ha lasciati soli. Un punto temporale fisso, per lui immutabile, che lo vede tenero padre accudire la sua bambina-orfana. La crescita di sua figlia rappresenta l'allontanamento dall'ultimo istante di vita della donna che ha amato. Di fronte a questa evidenza Il padre di Yeo-Jin inizia il suo percorso di morte che e' destinato ad (auto)distruggere tutti. Un passo prima della fine capisce, si ritrova, accetta cio che e', permettendo alla vita di riprendere a scorrere, disordinatamente, verso il futuro.
Se viaggiando nel tempo si perdesse la rotta, per ritrovare la via del futuro occorrerebbe seguire la strada ad entropia crescente. L'entropia e' la misura del disordine. E' impossibile diminure l'entropia ovvero e' impossibile aumentare l'ordine dell'universo. Una trasformazione termodinamica che avvenga con aumento di entropia e' detta irreversibile in quanto nessun processo potra' riportarsi alle identiche condizioni di partenza: una parte di energia sara' definitivamente ceduta al mondo esterno e non piu' recuperabile. Questo concetto di continua ed irreversibile trasformazione era gia' noto ad Eraclito ma a volte trova la piu' ferma opposizione dell'uomo, disposto a perdere la propria vita pur di ritornare ad uno status quo ante erat di felicita' perduta.
venerdì, giugno 17, 2005
Triple agent di Eric Rohmer La contrapposizione tra i due coniugi sembra ricalcare quella tra la pittura della moglie e quella di Picasso. Semplicita' contro complessita'. Fjodor dichiara di non apprezzare Picasso ma non v'e' alcuna certezza che cio' sia il suo reale pensiero. Picasso e' il pittore amato dai loro vicini di casa, appartenenti alla piccola borgesia e di fede comunista. Arsinoe' si sente gradualmente attratta dalle loro convinzioni politiche ma questo movimento non mette mai in dubbio il suo amore per il marito. Evidente rappresentazione di una totale cesura tra politico e privato. Rohmer srotola la sua storia, come un grande tappeto persiano, dove una trama centrale esiste ma e' immersa in una miriade di particolari che costituiscono un fondale che crea la vera bellezza e unicita' della storia. Gli elementi di contorno sono gli indizi che occorrerebbe utilizzare per condurre l'indagine in merito all'ambiguita' della personalita' e la capacita' che essa ha di amare e farsi amare senza svelarsi mai del tutto.
Fjodor e' l'ambiguo personaggio che cela la propria appartenenza politica attraverso misurate menzogne e opportune mirate verita'. Dichiara di esser un funzionario al servizio dei fuoriusciti controrivoluzionari russi, ammette di essere in procinto di tradirli per passare con i sovietici, e' stato visto entrare nei ministeri nazisti. Al suo fianco la moglie Arsinoe', priva di retropensieri e assolutamente dedita all'amore per il marito e alla pittura naïf.
giovedì, giugno 16, 2005
Fratella e sorello di Sergio Citti I soggetti interpretano la sconfitta dell'uomo. Sono reclusi in carcere, sono traditi dagli amici e dalle donne. Riescono a mantenere il culto della semplicita', sanno accomodare situazioni irrimediabilmente perse, possono volare a bassissima quota. Amendola e' l'anima rude e gentile di una Roma spietata e misericordiosa, opprimente e libertaria. Racchiude su di se' le contraddizioni di chi vive in basso ed ha consuetudine a contaminarsi. L'intreccio tra amicizia e omosessualita' non pretende di assumere lo statuto di un assioma e neppure si cura di diventare provocazione che e' piu' tipica di intellettuali colti e di sinistra piuttosto e' uno sberleffo anarchico.
Nell'opera di Citti e' rintracciabile il segno della classe. La classe operaia, il proletariato ma anche il sottoproletariato, la classe degli ultimi. Il calore della classe e' presente negli sguardi, nei gesti, nelle parole. Con questa sensibilita' Citti parla di omosessualita' ed amicizia, con tono che lambisce il surreale, scansando la commedia grottesca, individuando un proprio contesto, una sorta di casa con pareti di cartone e piena di vita.
mercoledì, giugno 15, 2005
Tu devi essere il lupo di Vittorio Moroni Tutti nascono nel Bene, nel proprio luogo d'origine e si ha bisogno di incontrare un demone tentatore, un lupo se si vuole abbandonare le placide e acquitrinose lande natali. Ma si dovra' essere in prima persona a cercare lui. C'e' bisogno di un atto di volonta' per affermare la propria liberta'. Ovvero il demone e' gia' in noi. Qui il lupo e' uno Stalker che attende nel bosco gli animali che intendono attraversarlo per conoscere nuove terre. Meno sicure ma meno monotone. Ovviamente ogni male deve essere detto di questo animale tanto pericoloso, affinche' nessuno abbandoni il proprio villaggio. Valentina e' creatura inquieta, incapace di restare, di amare, di farsi amare. Come irruenta onda anomala, e' e' capace di colpire violentemente senza essere costituita ne' da sostanza contundente ne' da volonta' deterministica. Ha abbandonato l'uomo amato, la figlia generata senza amore da un incontro occasionale. Carlo e' la sua antitesi, ama la donna che l'ha abbandonato e accoglie come sua la figlia di lei. Carlo non abbandona il villaggio. Non si incammina nel bosco. Non cerca il lupo. La loro bambina e' incerta sulla strada da percorre. Cos'e' che fa scegliere di andare o di restare? Nella narrazione filmica si innestano le scene di un teatrino di marionette di animali che appare come pantomima della vita. L'unico animale che seguira' il lupo sara' la farfalla che i greci chiamavano psiuche' e per loro voleva dire anche anima.
Nelle mappe geografiche dell'eta' del Mito era normale che accanto ai segni meramente topografici comparissero indicazioni filosofiche e morali. Cosicche' i Romani scrivevano "Hic Sunt Leones" per indicare le terre non conquistate, i Greci indicavano esplicitamente le colonne d'Ercole su cui si reggeva il disco terrestre. Quelle mappe indicavano chiaramente il valore esperienziale ed etico del viaggio. Non v'e' movimento corporeo senza movimento mentale. A volte accade anche il contrario, che un viaggio sancisca un mutamento interiore. Sull'antitesi movimento/stasi, cambiamento/conservazione e nel chiasma irrazionale che puo' legarli si svolge il film. La conservazione comporta il consenso sociale, il cambiamento la condanna. Il consenso individua il Bene, la condanna il Male.
venerdì, giugno 10, 2005
Mysterious skin di Gregg Araki Ma non e' possibile continuare all'infinito a non vedere, a confondere, a misitificare la realta', per non soffrire. La partita va conclusa, in ogni caso. Brian ha bisogno di Neil per capire, ha bisogno di ascoltare le parole di morte da chi ha gia' imparato a conviverci. E' un mondo di doppi, due giocatori ai due lati della scacchiera. Bambini soli contro adulti perduti, amore contro violenza, ingenuita' contro inganno. Ma il doppio non e' simmetrico, il male non puo' esistere in se' contro il bene in se'. Il male e il bene possono esistere solo nella stessa persona, solo sotto la stessa pelle che finisce per diventare l'involucro del mistero, dell'inconoscibile. Neil amava il suo stupratore che, a suo modo, lo ricambiava. L'amore vero, vero nel senso del corpo, del desiderio che annienta la ragione, salda indissolubilmente il bene e il male, fino a renderli inseparabili, innominabili e, dunque, inutilizzabili. Un sistema di valori si fonda su un sistema di nomi che ne certifichino l'esistenza. Se non si riesce a dare nomi quel che resta sono solo sensazioni che scorrono nel sangue e attraversano i corpi, senza sosta, senza meta. E' questo il mondo che restituisce Araki. Non e' America, non e' violenza occasionale, non e' una storia. E' una condizione. Di abbandono, di inquietudine, di solitudine. Non e' la storia di Brian e Neil. E' l'immagine di un mondo, finalmente senza dio, abitato da uomini soli, cui non resta che sognare che un angelo li porti via, via da questo dolore.
Presentato alla mostra di Venezia 2004. L'amore e la morte sono i due esiti, imprevedibili, dello stesso gioco, cui si e' costretti a giocare, senza regole, senza rete, senza equita'. L'altro giocatore puo' muovere per prendersi l'amore o la vita o anche entrambi. Questa e' la vita. Con Brian e Neil la morte ha cominciato a danzare sin da bambini. Brian ha scelto per lungo tempo di camminare ad occhi chiusi, pur di non ricordare l'orrore dell'abuso. Neil, invece, vede e sente sempre accanto a se' l'ombra fredda della morte seguirlo. 