venerdì, maggio 26, 2006
Che mi importa se la tua bara sarà coperta di fango? Memorie dal sottosuolo da Fedor M. Dostoevskij di Gabriele Lavia in scena al teatro India di Roma E' stata notoriamente associata quest'opera ai lavori successivi di Freud, non senza ragione. Mi sembra interessante identificare un'ulteriore similitudine con la Ricerca Proustiana. Soprattutto laddove il protagonista di Dostoevskij enuclea la teoria della dissociazione tra volontà e ragione. Identificando la prima come espressione del libero arbitrio. Esiste in Proust un passaggio (All'ombra delle fanciulle in fiore) in cui il Narratore scopre la irriducibile ostilità tra la ragione (interprete esegetica dei veri desideri) e la volontà imminente (distratta dall'abitudine e gratificata ancor prima del reale godimento dei profondi desideri), quando ormai certo dell'imminente conoscenza con Albertine ne sente gia' quasi l'inutilità eppure ben s'industria per conoscerla davvero. Il protagonista di Dostoevskij è incapace di determinarsi in modo risoluto, sebbene sia in grado di cogliere ogni sfumatura della vita. Gode perversamente nel negarsi ciò che desidera e che potrebbe renderlo felice. Conosce l'abitudine a mentire dell'essere umano e questa consapevolezza lo svuota di senso. Se ogni parola potrebbe essere menzogna, ha ancora senso credere che esista una verità? Eppure il sospetto che Lisa, una giovane prostituta, possa davvero averlo amato è sufficiente per inquietare l'uomo che viveva nelle macerie delle sua memoria. L'essere umano, che egli chiamava il bipede ingrato, lo ripugna per la sua meschinità che vede anche in se stesso. A Lisa ha insufflato parole d'amore, di cui non conosceva la reale capacità di essere vere e per questo le ha ritenute false. E come in un gioco di specchi ha ritenuto falso l'amore di lei, fino a disprezzarla, fino a deriderne la sua morte tragica. Ma l'inconscio è materia troppo oscura da maneggiare per un uomo dell'800 ed anche i frantumi degli specchi finiranno nel sottosuolo della sua memoria, fino a traboccarne fuori ed annientarlo.
Lavia estrapola e amplifica dall'opera di Dostoevskij, imperniata sul dissidio da ragione e volontà, il tema dell'amore. Il protagonista è capace di estrarre con la propria memoria tutte le macerie che ha sepolto nel suo sottosuolo. Il materiale che ne emerge è grezzo, non lavorato dalle sue sovrastrutture individuali, per usare una metafora freudiana, e' il subconscio che emerge, senza la censura dell'io.
lunedì, maggio 22, 2006
Prove tecniche di cinema Sangue. La morte non esiste di Libero de Rienzo L'esordio da regista di de Rienzo mette in evidenza una buona padronanza tecnica che si evidenzia nel montaggio e nella scelta della fotografia che svolge un ruolo di supporto ad una storia purtroppo inconsistente. Le tematiche, tutte impegnative (incesto, droga, violenza, vita e morte) sono affastellate in modo pseudo-casuale. Il richiamo alla giustizia sociale, alla tolleranza e alla non-violenza viene brandito come un pass-partout che non ha il potere di aprire le porte del buon cinema. Restano delle buone trovate e non è da escludere un talento che per ora non ha voluto ancora mostrarsi. Forse una maggiore onestà intellettuale, un approfondimento delle tematiche e una trattazione consapevole avrebbero giovato.
martedì, maggio 16, 2006
Il segreto Inside man di Spike Lee I protagonisti di questa storia sono i figli dell'America. Dalton Russell (Clive Owen) è il capo di una banda di rapinatori, Arthur Case (Christopher Plummer) è un potentissimo uomo d'affari. Tra di loro nessun legame, tranne la conoscenza di un segreto terribile. Tra di loro si giocherà lo scontro di potere che vedrà prevalere la conoscenza. Keith Frazier (Denzel Washington) è, invece, un detective, figlio eletto della comunità nera a cui è dato di sapere ma non di mutare il corso degli eventi. Madeline White (Jodie Foster) è nel nucleo duro del potere reazionario bianco. La MdP di Lee penetra negli anfratti dell'America, senza rispetto, per coglierne l'anima nuda eppure con impalpabile leggerezza perchè vi appartiene profondamente. I movimenti aerei di camera racchiudono la storia per farla assurgere a metafora di tipi di uomo e di storia universale di un paese. Il montaggio include flash-forward che smontano il thriller (rivelando in parte l'epilogo) e ricentrano l'attenzione sul tema dell'identità individuale e delle categorie sociali. Che strumenti ha la società per determinare l'appartenenza di un individuo ad una categoria prestabilita? E' possibile mettere in crisi questi strumenti di categorizzazione-controllo sociale? Sono queste le domande su cui Spike Lee prova a collocare l'attenzione dello spettatore. La diegesi del film si incarica di disarticolare i meccanismi pre-concettuali che permettono ad una società moderna di (pre)condannare con facilità una rapina in banca ma che si dimostrano incapaci di punire l'appropriazione colossale di Arthur Case a danno e in tradimento di una comunità. Evidentemente le fratture del fondamento etico (patto sociale) che sostiene le regole della convivenza (le leggi) non sono punibili da queste ultime e chiedono ad azioni straordinarie, che in quanto tali si sottraggono anch'esse alle leggi, di evidenziare tale ingiustizia. La scrittura del film (Russel Gewirtz) determina una sceneggiatura ariosa e al tempo stesso serrata che costruisce il ritmo incalzante di Lee e restituisce gli ampi spazi su cui s'estendono i riflessi delle azioni dei personaggi. La profondità dell'analisi del film non si estende verticalmente, esplodendo i dettagli delle azioni, ma orizzontalmente, intrecciando le azioni di uomini diversi che nel loro incontrarsi inverano le dinamiche umane che vengono mostrate, anzichè dimostrate. La fotografia spazia dalle lucenti immagini che glorificano la potenza dell'Impero Americano fino ai chiaroscuri graffiati che testimoniano la sconfitta dell'Impero, costretto a chinare il capo difronte a chi custodisce il segreto del suo tradimento, su cui ha posto le sue fondamenta.
In fondo ad ogni uomo giace un segreto, chi possiede quel segreto ne possiede l'anima. Spike Lee usa il genere thriller per descrivere i rapporti del potere tra gli uomini. Lo sfondo su cui viene adagiata la storia e' la grande America, gli Stati Uniti, di cui lui, figlio dei figli degli schiavi restituisce l'anima più intensa perchè dimostra di conoscere il segreto di quel paese (nessun figlio della Mayflower ha reso meglio di lui la sconfitta dell'11 settembre e la forza americana di rinascere).
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20:30 | commenti (4) | cinema |