saletta Lumiere


lunedì, luglio 24, 2006

Frammenti

Letture e racconti

di Ascanio Celestini

in scena (occasionalmente) presso l'anfiteatro alessandrino di Roma

E' possibile ritrovare frammenti di poesie, racconti, risalenti a chissà quale tempo e cogliere in poche parole un senso, una sensazione a noi nota. Può accadere questo con Celestini che in con questo piccolo spettacolo porta in scena brani scritti per quache giornale, alcuni brevi testi inediti. Si tratta di piccoli lampi di luce che illuminano per un attimo un'immagine, un pensiero. Un tempo breve ma sufficiente a riconoscere ciò che già abbiamo provato. Storie sul precariato, sulla guerra e i partigiani, attimi di vita che scorre, non torna ma non si dimentica. Un secondo per riconoscersi tra simili. Al termine dello spettacolo Celestini ha parlato a braccio della situazione libanese, non è un retore, non arringa e non attacca Israele, non è il suo stile. Parla della guerra e dell'uomo, della difficoltà di condurre una guerra con la consapevolezza dell'esistenza di un altro uomo dall'altra parte della barricata. Cose semplici che la verità di spirito rende vive. Prima di chiudere ricorda una frase che gli hanno rivolto che iniziava così: "tu che sei ebreo..." e lui che ha risposto: "veramente non sono ebreo comunqe sono comunista..." e poi chiude davvero con la sua ballata "tra cinque minuti comincia la rivoluzione" e senti che il comunismo c'è ancora, non è lì dove dovrebbe essere o meglio, forse si, è in mezzo alle cose vere, le cose degli ultimi.

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15:15 | commenti (2) | teatro |

venerdì, luglio 14, 2006

La vita femmina




Volver


di Pedro Almodovar




Nonostante il tono ironico e leggero, con questo film Almodovar segna una radicalizzazione della sua visione del mondo. Qui non c'è speranza per l'uomo di ritagliarsi un ruolo (magari minore) dignitoso. Siamo alla sua eliminazione fisica dalla scena. La donna occupa tutto lo spazio intorno a sè, recuperando ruoli tradizionali e acquisendone di nuovi. (Ri)conquista la capacità di intessere amicizie, da sempre creduta una prerogativa maschile, è in grado di tessere una rete di relazioni sociali di mutua assistenza, contrariamente alla convinzione prevalente che le vuole invidiose ed individualiste. Essa assume una forza "tranquilla", quell'equilibrio nell'uso della forza e della violenza che solo il vir, il pater familias, si riteneva capace di esercitare. Spariscono addiritura le frivolezze, le leggerezze, le incertezze ritenute tipiche delle donne. Insomma è la vittoria della donna sull'uomo che ne esce irrimediabilmente sconfitto, ridotto a poco più di un bruto, guidato esclusivamente da un cieco e bestiale istinto sessuale. La rappresentazione almodovariana propone una donna quasi completamente priva di istinto sessuale. Sono tutte donne sole che hanno perso o perdono i loro uomini, senza troppi rimpiante, che trovano tra di loro la forza e il coraggio di vivere.


I rapporti femminili che vengono descritti appartengono alle più variegate tipologie: madre/figlia, sorelle, amiche, vicine di casa, nonna/nipote, zia/nipote e in ognuno di questi rapporti è possibile ritrovare generosità, solidarietà, empatia. Il fulcro della storia, il vero ritorno è il recupero di un rapporto tra madre e figlia perduto a causa di un uomo (marito e padre).


Tutto procede in questo piano che è l'universo femminile eppure il titolo del film è quello di una canzone d'amore che narra di un amore perduto e forse poi ritrovato al termine della vita, volata come un soffio... forse che sia questa l'unica dimensione dell'amore? Il ricordo, la perdita e la speranza...?

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15:56 | commenti | cinema |

giovedì, luglio 06, 2006

La resistenza della memoria


Martiri della libertà. Monte Tancia 1944
di Andrea Maurizi


in scena presso il Casale Podere Rosa


Cosa resta della guerra, i bombardamenti, la resistenza sui monti della Sabina? Certamente anche ricordi che resistono nella memoria di quegli eventi ha visto e vissuti. E' questo un viaggio nella memoria dei protagonisti: partigiani, donne, bambini. Ognuno restituisce una prospettiva diversa, ognuno travalica il proprio ruolo sociale per assumenerne uno storico, convocato ad esso dalla guerra.


Quando si parla di resistenza sui monti si è naturalmente indotti a pensare agli scenari settentrionali ma anche nel centro e nel sud Italia vi sono stati numerosi e significativi episodi di resistenza partigiana. Dai monti della Sabina, soprattutto il monte Tancia, partivano le azioni di sabotaggio verso le linee di comunicazione tedesche. Qui avveniva l'addestramento dei partigiani che successivamente sarebbero scesi in città a costituire i gap.


L'allestimento dello spettacolo è essenziale, quasi minimale e questo rende ancora più diretto il rapporto tra gli attori e la memoria degli spettatori in cui vengono suscitate sensazioni che paiono sopite ma sempre vigili per tornare, ogni qual volta si senta quell'acre odore di bruciato e di morte che emana dal fascismo, le dittature e le ingiustizie... almeno per chi ha questa memoria.

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14:46 | commenti | teatro |