lunedì, ottobre 30, 2006
amore... comunque La sconosciuta di Giuseppe Tornatore Irena ha sbagliato, Irena ha sofferto. Gli errori e la sofferenza affilano le sue azioni, danno forma esatta alle sue ossessioni. Lei attraversa il mondo come una lama d'acciaio fende il burro, inconsistente alla sua determinazione. Chi ha perso tutto non teme di perdere anche la vita pur di darle ancora un senso. L'ultimo senso possibile. Eppure la geometrica potenza del suo pensiero non le restituirà la forma perfetta concepita dalla sua mente ma il suo amore non andrà perso. Irena sa che la vita è viaggio. Irena sa che il mondo non è stato generoso con lei ma Irena ha visto, ha visto occhi buoni su di lei e non riesce a dimenticare. Ed è un tornare indietro, la vita è tutto un tornare indietro per cercare uno sguardo, per ritrovare il tempo perduto, per dare sangue e vita ad un fantasma che non lascia la sua presa. Sul suo corpo ha vissuto la vita, il suo corpo di donna, desiderato, umiliato, violentato... amato. Come ogni donna porta i segni dentro di sè delle passioni che hanno attraversato il suo corpo. Passioni pubbliche, segrete, scandalose, tenere, reali e immaginarie. E sarà sullo sguardo felice di un'altra donna in fiore che si poserà il suo sguardo stanco di donna, consumata dalla vita. Ma mai arresa. Sally cammina per la strada senza nemmeno....
L'illusione di amare le persone giuste muore ogni notte ed ogni mattino, quando la mente corre per raggiungere i suoi fantasmi immortali. Così come tutta l'acqua delle nuvole raggiunge il mare, anche se a volte per vie imprevedibili e tortuose, così tutto l'amore che nasce deve giungere alla sua meta. Una forza inarrestabile supera altezze, sconfigge la gravità, travolge distese aride. Senza controllo, senza ragione, senza guardare, ritrova il suo elemento naturale.
....guardare per terra
Sally è una donna che non ha più voglia
....di fare la guerra
Sally ha patito troppo
Sally ha già visto che cosa....
"ti può crollare addosso"!
Sally è già stata "punita"...
per ogni sua distrazione o debolezza...
per ogni "candida carezza"...
"data" per non sentire....l'amarezza!
senti che fuori piove
senti che bel rumore...
Sally cammina per la strada sicura
senza pensare a niente!
....ormai guarda la gente
con aria indifferente...
....sono lontani quei "momenti"...
quando "uno sguardo" provocava "turbamenti"..
quando la vita era più facile...
e si potevano mangiare anche le fragole....
perché la vita è un brivido che vola via
è tutt'un equilibrio sopra la follia....
..........sopra follia!
senti che fuori piove
senti che bel rumore...
Ma forse Sally è proprio questo il senso...il senso...
del tuo "vagare"...
forse davvero ci si deve sentire....
alla fine....un Po' male!....
Forse alla fine di questa "triste storia"
qualcuno troverà il coraggio
per affrontare "i sensi di colpa"...
e CANCELLARLI da questo "viaggio"....
per vivere davvero ogni momento.....
con ogni suo "turbamento"!....
e come se fosse l'ultimo!
Sally cammina per la strada..."leggera"...
ormai è sera...
"si accendono le luci dei lampioni"...
"tutta la gente corre a casa davanti alle televisioni"..
ed un pensiero le passa per la testa
"forse la vita non è stata tutta persa"...
forse qualcosa "s'è salvato"!!...
forse davvero!...non è stato "poi tutto sbagliato"!
"forse era giusto così!?!"....
........eheheheh!.........
forse ma forse ma si....
cosa vuoi che ti dica io
senti che bel rumore
Sally. Vasco Rossi
mercoledì, ottobre 25, 2006
Parole al vento Thank you for smoking di Jason Reitman
Una commedia. Apparentemente sulle multinazionali del tabacco. Forse sulla stupidità umana o meglio sulla sua vacuità. Vedere squadernati, addirittura in tono beffardo, quegli sciocchi e banali meccanismi che pure sovrintendono al funzionamento della macchina uomo, a volte così complessa da farne sfuggire significato ultimo, a volte di una semplicità disarmante. Si passa una vita a dare un'ordine alla vita, a stabilirne i valori e le priorità e poi scoprire che gli attimi sovrastano gli anni, gli sguardi soppiantano le comprensioni, un'odore spiazza un ragionamento, la vita gioca con la morte per sentirsi viva e poi non restano che volute di fumo che il vento porta via...
lunedì, ottobre 23, 2006
Individuo vs massa La stella che non c'è di Gianni Amelio Il viaggio di Vincenzo sarà perfettamente inutile rispetto ai suoi scopi anche se forse il seme maturo farà germogliare una pianta prima di marcire. Come i greci e gli etruschi per i romani, i romani per i barbari, un'ideale passaggio di testimone, in cui il sangue nuovo e impetuoso si mischia ad un sangue antico, dolce e improduttivo per generare un'altra idea. A tratti sembra di toccare questo concetto, quando in un appartamento all'ennesimo piano di un enorme grattacielo, lo sguardo si posa senza sosta su corpi nudi di giovani donne, indistinguibili tra di loro, che non si preservano dagli sguardi E' stato un tempo il mondo giovane e forte, Dimora della carne, riserva di calore, del mondo. csi E forse la Cina non ha realizzato il comunismo della fratellanza ma solo una forma minore in cui la soluzione non si ricava dai Valori ma dai numeri e questo per noi è davvero incomprensibile...
L'Italia è la patria dell'umanesimo, dell'Uomo centro e misura di ogni cosa. La Cina è la patria degli uomini, della massa. Questa è l'insanabile dicotomia che apre un abisso tra i due mondi. Vincenzo Buonavolontà non può capire la Cina, non può amare la massa ma può amare Liu Hua. Soltanto nell'incontro dell'uno può comprendere la molteplicità. Liu Hua gli ricorda che le quattro stelle della bandiera cinese stanno ad indicare l'onestà, la pazienza, la solidarietà, la giustizia. Vincenzo s'accorge subito che ne manca almeno una... forse quella della libertà?
odorante di sangue fertile,
rigoglioso di lotte, moltitudini,
splendeva pretendeva molto...
Famiglie donne incinte, sfregamenti,
facce gambe pance braccia...
sapore e familiare odore...
E' cavità di donna che crea il mondo,
veglia sul tempo lo protegge...
Contiene membro d'uomo che s'alza e spinge,
insoddisfatto poi distrugge...
Io sono l'Impero alla fine della decadenza,
che guarda passare i grandi Barbari bianchi
componendo acrostici indolenti in aureo stile
in cui danza il languore del sole
paul verlaine. languore
giovedì, ottobre 19, 2006
La storia siamo noi Le immagini vivide di Don Pietro che insegue i ragazzini dell'oratorio, l'ing. Manfredi che accetta la sua fine sembrano lapidi funerarie che rinnovano il dolore di una perdita che si credeva non facesse più male. Se continua quel dolore, se si sente ancora quella rabbia allora questo film non riesce a spegnersi, ancora bruciano i suoi fotogrammi. Sulla sua pellicola, composta di spezzoni di pellicole scadute, comprate al mercato nero dagli americani, è incisa la nostra storia, le mani che hanno steso di nuovo il nitrato su di esse hanno fatto gesti di chi non vuole, di chi non riesce a dimenticare. Dimenticare è impossibile, smettere d'amarlo è impossibile, smettere di odiarli è disumano. "Non è difficile morire bene, è difficile vivere bene..."
Roma città aperta (versione restaurata)
presso auditorium di Roma - Festa del cinema
Sabato 14 Ottobre presso la sala Teatro Studio dell' Auditorium di Roma, alla presenza del capo dello stato e del sindaco di Roma è stata proiettata la versione restaurata dalla Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma città aperta di Roberto Rossellini. In un paese come il nostro, in cui non esiste una storia ed una memoria condivisa è rinfrancante sentire che esiste una storia ed una memoria "vere". Questo film è vivo perchè i suoi uomini sono morti e risorti. La loro morte ha generato la nostra repubblica. L'allenza tra diversi che ha permesso questo è l'unica mediazione degna. L'applauso della sala al capo dello stato mi è sembrato che indicasse questa unità, l'unica unità nazionale in cui riconoscersi.
lunedì, ottobre 16, 2006
Poteri asimmetrici La commedia del potere di Claude Chabrol
L'intento di Chabrol era probabilmente quello di mostrare l'ebbrezza del potere (che è il titolo originale del film) ingenerato in persone molto diverse tra loro e con finalità assi divergenti; sottolineando così quasi un tratto distintivo generale di gran parte del genere umano. Per condurre tale operazione di trasversalità interpolitica e interclassista sfocia, però, in una generica inter-eticità (alla fine siamo tutti uguali, rossi e neri, corrotti e magistrati, etc etc che avrebbe giustamente riazzato il vecchio Moretti contro l'Italia alla Alberto Sordi). E tutto questo rischio viene corso non già per affermare qualcososa di scandaloso che solo il coraggio del regista poteva affermare ma una verità davvero banale: il potere affascina molti uomini, anche molto diversi tra loro. Ma i poteri non sono tutti uguali, almeno per ora almeno finchè non brillerà la fiaccola dell'anarchia e trionferà la giustizia proletaria... ma forse questo Chabrol non l'ha pensato.
martedì, ottobre 10, 2006
La paura e il desiderio di Emanuele Crialese In viaggio (CSI) In foto: il castigo delle lussuriose di Giovanni Segantini. 1891
Nuovomondo
Dov’è o meglio qual è il motore che muove la storia individuale e quella di tutti? Pensando all’excursus dei personaggi di nuovomondo sembra che il cinema si incarichi di dar corpo (un cinema più vero del reale?) alla teoria Deleuziana delle macchine desideranti. I loro corpi sono macchine perfettamente guaste (Le macchine tecniche funzionano evidentemente a condizione di non essere guaste. Le macchine desideranti al contrario non cessano di guastarsi funzionando, non funzionano che guaste. -- Gilles Deleuze, Felix Guattari, L'anti-Edipo). Sono contadini della fine del XIX secolo, vivono in quell’aspra terra che ha descritto anche Verga. E’ importante cogliere la loro povertà per ciò che realmente era: uno stato di profonda prostrazione che annichiliva non tanto il presente bensì il futuro, ovvero la speranza, alimentando così il desiderio di cambiamento. Al desiderio si contrappone la paura del cambiamento. Entrambi sono manifestazioni di desiderio, la prima nella forma schizoide-rivoluzionaria (tutta la famiglia di Salvatore ad esclusione della madre) e la seconda nella forma paranoica-reazionaria (donna Fortunata). Diventa anche immediatamente percepibile il trasferimento del desiderio dalla dimensione individuale a quella sociale. Così il desiderio di cambiamento individuale diventa migrazione di popoli, la trasformazione che si pensa autocentrata è in realtà mutamento sociale. Il piano inclinato su cui si muovono queste macchine desideranti è fortemente sessualizzato sia nel diegetico: una delle ragazze vergini promesse in sposa sente di avere un serpente dentro di sé da cui chiede di essere liberata, Luce, misteriosa donna inglese bella e colta che viaggia in terza classe con gli emigranti, desidera sposare il forte e sano Salvatore, benché povero ed incolto, piuttosto che un ricco vecchio americano; sia nel filmico: l’immenso mare di latte in cui nuotano i protagonisti votati al cambiamento, in cui galleggiano anche enormi ortaggi.
Crialese consegna il suo film ad uno spazio geografico, ad un tempo storico ma anche ad una condizione dell'animo: la sospensione, che è anche una modalità di osservare. Tutto qui è rarefatto e dominano gli elementi di sospensione: la nebbia sull'oceano, il mare di latte, la luce bluastra incuneata tra notte ed alba, il viaggio tra due mondi, Ellis Island (luogo in cui non si appartiene più al proprio paese e non si appartiene ancora al nuovomondo). Ed è propria di chi non appartiene, di chi è agitato da paure e desideri, la condizione di incertezza e sospensione in cui far galleggiare i propri sogni così indistinguibili dalla realtà, come i miti della tradizione, come i fotomontaggi che i contadini scambiano per la realtà, come il cinema che fa apparire la vita irreale e insensata, sospesa tra una visione e l'altra che restituiscano i nostri desideri a noi stessi, macchine perennemente protese verso un altrove che ci appare più vero del reale.
Viaggiano i viandanti viaggiano i perdenti
Viaggiano i perdenti più adatti ai mutamenti viaggia Sua Santità
Viaggiano i viandanti viaggiano i perdenti più adatti ai mutamenti
Viaggia la polvere viaggia il vento viaggia l'acqua sorgente
Viaggiano i viandanti viaggiano i perdenti più adatti ai mutamenti viaggia Sua Santità
Viaggiano ansie nuove e sempre nuove crudeltà