saletta Lumiere


giovedì, maggio 24, 2007

La banalità del male

La caduta

di Oliver Hirschbiegel

Il ritratto di un uomo che fu dittatore spietato, ideologo razzista e guerrafondaio, divenuto emblema del male eppure ancora un uomo. Questa l'irriducibile dicotomia tra l'umanità, che all'uomo appare cosa buona in sè, e l'uomo malvagio, rappresentata in questo film. Ovviamente non deve destare scandalo l'esistenza di una lato umano, normale. Semmai occorre riflettere sulle capacità del male di partecipare all'esistenza di ognuno e svilupparsi all'interno di società apparentemente sane.

Il film si limita a narrare gli eventi, non concedendo nulla alle emozioni. Questa glacialità è forse la cifra specifica del film e l'elemento che atterrisce chi chiede di coniugare sempre la condanna alla narrazion dei fatti. Ma il trascorrere del tempo rende necessaria un cambiamento nelle modalità narrative. Nuove generazioni, nel cui immaginario collettivo non vi sono le immagini del secondo conflitto mondiale, rappresentano le nuove maggioranze. E' a quell'immaginario che occorre parlare e, forse, la dismissione dell'atteggiamento didascalico è il modo più consono per permettere la formazione continua del nuovo pensiero. L'assenza del commento didascalico, oltre che una necessità, è la richiesta dell'assunzione di una responsabilità autonoma. E' una scommessa necessaria.

in foto: un'interno del bunker della cancelleria di Hitler

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19:57 | commenti | cinema |

Una storia pulp allo scalo San Lorenzo

Il cartaio

di Dario Argento

Alla sua sessantesima edizione il Festival di Cannes rende un tributo a Dario Argento, proponendo la versione restaurata di Suspiria. Con Il cartaio siamo lontani dalle intuizioni originali di Profondo rosso, Phenomena, Suspiria. Alcune celebri "trovate" vengono qui riproposte in modo meccanico, per confezionare un film sciatto e privo di mordente. In epoca di santificazioni dell'horror italiano e di tutto il movimento b-movies, officiante massimo Quentin Tarantino, spiace gettare acido corrosivo su questa pellicola. E' la storia di un poliziotto, maniacalmente attratto dall'azzardo, innamorato non ricambiato da una collega (Stafania Rocca). Le riprese si sono svolte anche nel quartiere San Lorenzo di Roma (dove vive Stefania Rocca), presso il locale Felt (in via degli Ausoni). Un attraversamento della protagonista di via dello Scalo di San Lorenzo, sotto la tangenziale est, all'altezza del pub Dread, davanti ad un tram in movimento è forse la cosa più inquietante del film...

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12:00 | commenti (3) | cinema |

martedì, maggio 15, 2007

La notte più nera

Sin City

di Robert Rodriguez

Le incessanti oscillazioni tra il bene il male logorano la mente che, invece, trova rifugio nelle rassicuranti certezze di un mondo cristallizzato i cui atomi, posti allo zero assoluto, hanno smesso di vibrare. E non importa quanto terrificante sia questo mondo, ogmi male è affrontabile impugnando la spada delle certezze. Certezze di carta, intrise di china, più nere della più profonda notte, sono le pagine di Frank Miller. I personaggi trasmigrano dalla carta alla pellicola, attraversando qualche fetido condotto sotterraneo abbandonato. Ogni emozione, spogliata delle insidiose sfumature che le rivestono nella vita reale, esplode nella sua primitiva potenza che non teme l'uso più efferato della violenza per affermarsi. Basin City è una città di politici corrotti, insidiata dalle perversioni un clero torbido, dominata dalla violenza, in cui i poliziotti stringono accordi con la malavita. E' una città dove i corpi si cercano nell'affanno della lotta e del sesso, ma raramente si trovano, frapponendo distanze inattraversabili, che relegano a gelida solitudine. Basin City non è il mondo reale e non ne è neppure una chiave d'accesso, è solo la mostruosa proiezione di una mente che trova corrispettivo in altre menti. Ma quando un incubo è l'incubo di tanti, esce dal mondo dei sogni e cerca asilo nella realtà.

Un cielo nero che sa solo riversare pioggia e neve per sferzare uomini consumati dalla vita, sovrasta ogni frame, rendendolo il corrispettivo animato di una tavola, di cui conserva tutte le provocazioni del colore.

Interamente girato in digitale, con scenografie virtuali, usa un cast stellare che viene compattato in un mondo bidimensionale, a cui i personaggi sembrano adattarsi perfettamente. Quentin Tarantino mette il suo sigillo, girando una sequenza, Frank Miller ha collaborato alla regia.

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13:58 | commenti (3) | cinema |