saletta Lumiere


mercoledì, ottobre 31, 2007

La festa del cinema di Roma

La seconda edizione

Si è conclusa la seconda edizione della Festa del Cinema di Roma con l'assegnazione, quale miglior film, del Marco Aurelio a Juno di Reitman. L'assegnazione, fatta dalla giuria popolare, diretta da Tanovic ha premiato un film eccessivamente leggero e superficiale che rischia di esterendere queste connotazioni anche all'intero Festival. Anche in assenza di capolavori, certamete altri film avrebbero dato maggior lustro e consistenza a questa manifestazione (ad es. Caotica Ana e The vanishing point). Gli organizzatori devono riflettere per elevare il livello della manifestazione, anche evitando di presentare in concorso film decisamente mal riusciti e pretenziosi (L'uomo privato). Resta l'apprezzamento per lo sforzo fatto per dare a Roma un grande festival internazionale. La città lo merita per la sua storia e la sua vocazione cinematografica. In questa seconda edizione è stata visibilissima l'impostazione veltroniana che tende a sconfiggere per acquisizione ogni possibile antagonista, la sezione Extra Large ha portato nelle periferie, nei cineclub di periferia, nei centri sociali un riverbero (debole) della festa. La forza di questa strategia è l'inattaccabilità ed infatti anche qui non riusciamo a farlo compiutamente. L'unico che ha tentato di contrapporsi alla Festa del Cinema è stato il Festival del Cinema Indipendente, Consequenze, di Pierpaoli. Però, a posteriori, è possibile verificare che l'effetto non è apprezzabile. Per il prossimo anno prevedo che anche questa iniziativa di Pierpaoli, se ancora esisterà, verrà integrata nella festa veltroniana. D'altronde lo staff del sindaco ha dimostrato una notevole permeabilità alle realtà cinematografiche romane che sono state (quasi) tutte inglobate. Alla rivista Filmcritica (che l'anno scorso esprimeva qualche leggera perplessità sul Festival di Roma) è stata assegnata la retrospettiva su Raul Ruiz, cui è stato assegnato il premio di Maestro del Cinema. E su questa strada si è certo fatto uno sforzo di elevazione della manifestzione. Si è cercato di tenere insieme il cinema "alto" e quello commerciale, l'arte e gli affari. Anche nella fruibilità si è permesso lo sfoggio agli inevitabili vippetti che infestavano la manifestazione ma anche l'accesso più popolare contenendo i prezzi dei servizi accessori e delle proiezioni minori (ovviamente si può fare di più). E' la strategia veltroniana, temibile e criticabile in generale, ma che nel campo della cultura conosce il suo aspetto migliore.

In foto: immagine tratta da Il libro dei sogni di Fellini. Presentato alla Festa del Cinema di Roma

postato da euriskon
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09:59 | commenti (7) | opinioni, cinema
Commenti
#1   31 Ottobre 2007 - 11:33
 
In generale concordo... oltre ai vippetti modaioli a me danno molto fastidio tutti quegli stand delle aziende e quelli che ti offrono la coca cola.Quest'aspetto di mercato, inconcepibile a Venezia, probabilmente è necessario ma è decisamente di cattivo gusto.
Quanto al vincitore non per difendere l'operato della giuria ma è un discreto film ed è stato liberatorio dopo la visione dei molti mattoni selezionati.Io preferivo MONGOL ma ho concordato tutto sommato con la decisione dei giurati, che, tra l'altro hanno dato il Premio della giuria a un difficile esile film iraniano, HAFEZ.Ti ricordo che n el 2006 vinse un bel film russo che pero' non riesce ad uscire nelle sale e questo non è positivo per la fama della Festa..con Juno siamo tranquilli !
utente anonimo

#2   31 Ottobre 2007 - 11:43
 
io sono un fedele "veneziano" con qualche puntata "cannese", il tuo post conferma quello sentito dire: sostanzialmente allora un livello cinematografico medio-basso?

dell'apparizione di malick cosa ne dici?
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#3   31 Ottobre 2007 - 11:50
 
x alp:si, quegli stand sono fastidiosi ma ho il "triste sospetto" che siano quelli che pagano il festival e gli permettono di essere anche popolare nei costi. Per quanto concerne l'uscita in sala credo che il ruolo dei festival dovrebbe essere quello di cercare di "condizionare" la distribuzione e non di farsi condizionare.
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#4   31 Ottobre 2007 - 12:44
 
x cladiocasaz: diciamo che almeno la facciata pubblica che si e' voluto dare questo festival e' un po' nazional-popolare, sottopelle si possono percorrere anche filoni piu' interessanti. Credo si sia data questa strategia per competere con Venezia. Spero possa trovare una sua fisionomia piu' interessante artisticamente.
Di Malick non posso dirti nulla in quanto non vi ho potuto assistere ma credo che testimoni della poliedricita' di questo festival.
grazie di essere passato di qui.
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#5   02 Novembre 2007 - 19:02
 
Meglio un film che fa sorridere pur non essendo privo di contenuti che qualcosa di incomprensibile tanto per fare gli intellettuali del momento
utente anonimo

#6   06 Novembre 2007 - 18:24
 
Fantastico l'incontro con Coppola...un uomo di una semplicità e allo stesso tempo di una complessità intellettuale molto rara nel mondo del cinema. Per il resto, quella di Roma è una festa del cinema, non un festival. Tutto sommato va bene così. Un unica cosa: sarebbe bello far lavorare anche altri critici oltre a quelli che ho avuto modo di vedere io.
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#7   08 Novembre 2007 - 09:35
 
x brokenrose: Coppola non l'ho visto, anche si mi sarebbe piaciuto. In effetti si chiama Festa del Cinema ma e' anche un festival. Attualmente e' gia' abbastanza ecumenico come partecipazione di critici, tu a quali pensavi?
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