saletta Lumiere


martedì, marzo 11, 2008

Il prezzo della libertà

Persepolis

di Marjane Satrapi

Marjane appartiene ad una famiglia di oppositori laici e comunisti del regime dello scià di Persia. La rivoluzione islamica, che pure aveva destato delle speranze, ben presto di dimostra più oppressiva del precedente regime. Per salvaguardarla, anche per il suo carattere irruento, i genitori la fanno espatriare in Europa. Marjane diventa, quindi, una donna scissa. Le sue radici sono immerse nell'Iran repressivo, il suo bisogno di libertà esige il sacrificio della separazione dal suo paese, la sua famiglia.

Film di animazione, personaggi stilizzati che comunicano con immediatezza e semplicità le loro emozioni. In bianco e nero il lungo flashback che costituisce la gran parte del film e ambientato in Iran, a colori le scene del presente ambientate in occidente. Tratto da una serie di fumetti, autobiografico. Illuminante, soprattutto per chi crede che portare il velo possa essere una delle libertà che una donna possa manifestare.

 

 

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12:18 | commenti (5) | cinema, festacinemaroma2007 |

lunedì, dicembre 03, 2007

I fantasmi del passato

Il passato

di Hector Babenco

Dal romanzo omonimo di Alan Pauls. Esiste un posto dove sono le persone amate che non amano più, le speranze diventate ricordi, i pensieri diventati illusioni, volti e sguardi che hanno altri occhi. E' il passato. Da questo mondo nascono i fantasmi dei desideri non realizzati, incerti su un ponte crollato, cercano il cammino per raggiungere il presente, come gesti interrotti nel loro farsi. Fantasmi che cercano corpi in cui vivere, fantasmi potenti che non danno pace, fantasmi che vivranno finchè vivranno i corpi che li generarono. Ognuno di loro cerca il proprio desiderio, la cui realizzazione lo ucciderà.

Qui sono i fantasmi di un amore che non passa a tormentare Sofia che tenta di sfuggire al crudele destino che Truffaut riservò ad Adele H. E forse ci riuscirà. In lei il desiderio ha preso corpo senza la dolcezza e remissività di Adele H., Sofia è dominata dalla rabbia ma la sua ossessione sembra trovare remissione nella sineddotica riduzione del suo amore ad una parte del corpo e ad un gesto. A suo modo "impazzirà" d'amore come Adele H.

Qui non c'è la soluzione giapponese alla Terayama (con il suo fantastico "Pastoral: hide and seek"), non c'è possibilità di uccisione volontaria del passato e dei ricordi, non è a portata di mano la possibilità di una vita libera nel prensente. In questo il sudamerica è profondamente europeo, ogni fotografia dovrà trovare la sua collocazione, ogni ricordo incunearsi nella mente, ogni dolore trovare redenzione, ogni desiderio materializzazione, in una sorta di habeas corpus, in cui l'io desiderante esige la reificazione delle proprie pulsioni.

Rimini appare come puro oggetto di desiderio eppure quanto è diverso dal Ten. Pinson. Mentre l'ufficiale francese appare davvero distante e disinteressato alla figlia di Victor Hugo, Rimini sembra avere nel suo abissale inconscio un contraddittorio segreto. Sin dalla prima separazione non riesce a staccarsi da quell'unica foto di Sofia che usa per sniffare cocaina, mai riuscirà a negarsi a lei, fino a concederle la realizzazione del suo desiderio. E'  forse questo il segreto che lo porta all'amnesia, e lo tiene indissolubilmente legato al suo passato, fino a quando non darà un nome ad ogni istante, fino a quando non avrà pagato il pegno d'amore.

In foto: il bacio di G. Klimt

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16:46 | commenti (2) | cinema, festacinemaroma2007 |

Is there anybody going to listen to my story?

Across the universe

di Julie Taymor

Un volo fantastico all'indietro verso i "magici" anni '60, sulle ali delle canzoni dei Beatles. Le allucinazioni cromatiche da LSD (Lucy in the Sky with Diamonds) percorrono tutto il film, fin dentro le oniriche scene acquatiche. Ritornare indietro e (ri)scoprire che le storie avevano gli stessi sfondi, che la guerra ingiusta c'era già, che la contestazione radicale c'era già, la globalizzazione c'era già eppure quella magia sembra non esserci più (o è il tempo che gliela darà?).

Esperimento di contaminazione, permette al musical di sovradeterminarsi e passare più di un'emozione fino a farsi racconto, alla finzione di essere più che racconto, fino a farsi sensazione. A scandire il tempo della storia ci sono le immagini della TV, vero cronografo dell'immaginario collettivo. Le sue immagini in bianco e nero, le sue righe fatte di punti luminosi datano perfettamente gli avvenimenti nella scala temporale delle immagini (prima della morte di JFK, dopo la morte di Marthin Luther King, l'anno dello sbarco sulla luna...).

Infine il confronto tra le due sponde dell'Atlantico, di qua l'Europa che segue lenta ma molto più calda, profonda e rivoluzionaria, di là gli Stati Uniti, sempre avanti seppur con freddezza, a volte radicali, mai rivoluzionari. A unire le sponde la musica dei Beatles, due ragazzi, la loro storia, nel mito di quegli anni che continuano a sembrare ancora fantastici.

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11:54 | commenti | cinema, festacinemaroma2007 |

lunedì, ottobre 29, 2007

Ma qui non siamo negli States

Juno

di Jason Reitman

Presentato in concorso alla Festa del Cinema di Roma 2007. E' la storia di una sedicenne statunitense che resta incinta di un suo coetaneo e decide di portare avanti la gravidanza dando in adozione il bambino ad una donna single. E' una commedia girata con toni leggeri e brillanti che solo verso il finale trova un momento di riflessione. Sebbene il contenuto di leggerezza e semplicità contenuto nel messaggio del film possa essere condivisibile, sfugge del tutto alla trattazione di questo film il concetto che la leggerezza è un obiettivo da raggiungere, prevede dei costi da pagare e non è un bene immediatamente disponibile da poter cogliere in ogni momento, purchè lo si voglia. Almeno non qui da noi, ma si sa che negli Stati Uniti tutto è possibile. Il film contiene moltissime semplificazioni che rendono la storia troppo melensa e l'obiettivo di trattare con leggerezza un tema comune non viene raggiunto, scantonando piuttosto verso la commedia buonista e positiva ad ogni costo (e il primo è quello dell'utilità e del realismo).

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16:32 | commenti | cinema, festacinemaroma2007 |

Senza perchè

War/Dance

di Sean Fine, Andrea Nix-Fine

Documentario presentato nella sezione Extra-Altre VIsioni della Festa del Cinema di Roma 2007. Ripercorre l'accidentato cammino che i ragazzi di una scuola elementare ugandese, in una zona in conflitto con i ribelli, devono affrontare per poter partecipare ad un festival di musica e danza.

Il paese offre uno sfondo naturale di grandissima bellezza e intensità, i bambini, alcuni dei quali ex bambini-soldato, sono dotati e riescono a trasmettere una straordinaria forza interiore, che nasce dal miscuglio di sofferenza e semplicità di cui sono portatori. Il documentario riesce a portare all'attenzione del pubblico il dramma reale vissuto da questi bambini e a farli distaccare da quella grigia patina da giornalino missionario di sacrestia che sembra relegarli per sempre e senza scandalo in un mondo di povertà e sofferenza che non avrà mai fine. Diventano persone vere, esseri senzienti, perfettamente in grado di soffrire con pienezza "occidentale".

Ciononostante i curatori del documentario commettono l'errore di non voler entrare nel merito delle cause del conflitto. Così facendo ricollocando questo dramma nella sfera dell'ineluttabile e suggerendo al pacifico cittadino occidentale che il più che possa fare sia l'invio di una sommetta di denaro o qualche altra insulsaggine all'occidentale. Le risposte giuste sono sempre le stesse, sempre difficili da realizzare, sempre senza scorciatoie, aggredire alla fonte le contraddizioni, esaminando gli interessi economici in gioco e le responsabilità dei governi "democratici" occidentali.

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12:47 | commenti | cinema, festacinemaroma2007 |

Ancora con Cuba

Fidel cuenta el Che (titolo originale)

Fidel racconta il Che

di Gianni Minà

E' uno dei documentari estratti dall'intervista Cuban memories che Gianni Minà ha realizzato nel 1987 con Fidel Castro, incentrato sul ricordo del Che. Emerge il carattere irruento del Che, la sua temerarietà, il desiderio di esportare la rivoluzione in altri paesi, la dedizione completa alla causa della rivoluzione. Fidel Castro appare lucido, chiaro, completo, esplicito. Tutte le voci, dicerie sulla presunta contrapposizione tra Castro e il Che appaiono sempre più inverosimili. Per questo documentario Minà ha ricevuto la Berlinale Kamera alla carriera al Festival di Berlino, in Italia questi documentari sono in parte ancora inediti. Alla fine della proiezione alcune domande, esposte anche da persone che si sono definite di sinistra denunciavano la prepotenza del pensiero unico, l'ingenuità di pensiero dei democratici obnubilati dall'arroganza e falsità statunitense e dei suoi seguaci occidentali. C'è bisogno di questo giornalismo, c'è bisogno di altri punti di vista. Presentato come Evento Speciale alla Festa del Cinama di Roma. Pubblico entusiasta.

 

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11:55 | commenti (2) | cinema, festacinemaroma2007 |

Ricorda di dimenticare

Natural born star (titolo originale)

di Even Benestad

Documentario sulla vita di Fred Robsham, presentato nella sezione Extra - Altre visioni. Fred Robsham è stato un attore norvegese che negli anni '70  conobbe un discreto successo in produzioni cinematografiche italiane minori. In Italia visse un'appassionata storia d'amore con l'attrice Agostina Belli. Per Fred il cinema era solo un modo facile per far soldi, con cui comperarsi una barca per attraversare l'Atlantico. Quando finalmente potè realizzare il suo sogno s'accorse di non poterlo condividere con la sua compagna. Di ritorno da uno dei tanti suoi viaggi sul mare, una disavventura giudiziaria segnò l'inizio della sua fine. Oggi, vecchio e malato, vive solo in povertà in Norvegia. Quando la sua storia con l'attrice italiana terminò le disse: un giorno quando saremo vecchi ci incontreremo di nuovo e avrò due o tre cose da dirti. In occasione di questo documentario questo incontro è accaduto davvero. Non possiamo essere certi di aver potuto cogliere tutto il senso del loro incontro ma la sensazione è che quanto di più sentito e personale è anche quanto di più inesprimibile. E allora sembra molto più vero quel biglietto che Fred ha attaccato su uno dei barattoli di latta che ha in casa e che recita: "ricordati di dimenticare". Le parole sono andate via, restano i ricordi della felicità che per chi ha visstuto intensamente sono profondamente impressi nella memoria.

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11:37 | commenti | cinema, festacinemaroma2007 |

venerdì, ottobre 26, 2007

Appuntamento con la morte

Reservation road (titolo originale)

di Terry George

Esistono gli attimi che scorrono silenziosi e inerti, l'uno accanto all'altro lasciando tutto inalterato intorno a sè ed esistono attimi che cambiano la vita. Da uno di questi attimi parte Reservation road, la morte di un bambino, sul bordo di una strada. Il momento in cui la famiglia deve ritornare a casa lasciando il corpo a terra per i rilievi segna il distacco ma anche il cambiamento, da quel momento comincia la ricerca del risponsabile e comincia a bruciare la sete di vendetta che diventerà un'ossessione devastante. Il bisogno di vedere punito il responsbile che modificato l'esistenza di altre persone è in diretta corrispondenza con il bisogno di espiazione del colpevole. E' in questa dialettica che si inserisce Terry George, riuscendo a scoprire la forma complessiva del dolore. Alla fine ci sarà la possibilità della vendetta ma in quel momento il protagonista riuscirà a cogliere l'inutilità della vendetta, proprio nell'istante in cui scorgerà il dolore dell'altro.

A fine proiezione è stato lo stesso regista irlandese, accompagnato da Mira Sorvino, a mettere il suo film, tratto dall'omonima novella di John Burnham Schwartz, in relazione con la tragedia dell' 11 settembre. Ha sottolineato come il desiderio di vendetta degli statunitensi sia diventato ormai soltanto una fonte di obnubilamento delle loro menti. Nel film è presente un passaggio in cui viene messo in risalto il distacco della società statunitense dal concetto di dolore e di morte, sia in prima persona che in relazione ai propri presunti nemici. Il film presentato in concorso all'edizione 2007 della Festa del cinema di Roma ha ricevuto, alla sua prima, una buona accoglienza da parte del pubblico.

 

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11:15 | commenti (4) | cinema, festacinemaroma2007 |

Dubbiosità

L'uomo privato

di Emidio Greco

E' la storia di un affermato professionista che mantiene sotto stretto controllo tutta la sua vita, uno sguardo puntato su di lui da un giovane amante della sua giovane amante sembre metterlo in crisi.

Una recitazione affettata (dispiace per Tommaso Ragno che sembrerebbe avere delle buone doti attoriali, forse troppo condizionato dalla recitazione teatrale), l'eccessiva lunghezza di scene poco significative, l'inserzione di scene sostanzialment inutili (come quella con Catherine Spaak), un'atmosfera piena di clichè rende tutto fittizio e stucchevole.

Meraviglia e rende dubbiosi la selezione in concorso di questo film per la Festa del cinema di Roma che sembra avere una notevole ambiziosità. Pubblico molto deluso, fischi e addirittura qualche applauso ironico.

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10:23 | commenti (2) | cinema, festacinemaroma2007 |

mercoledì, ottobre 24, 2007

La visione interiore

The vanishing point (titolo originale)

di Laurent de Bartillat

Jean Antoine Watteau, pittore fiamingo del XVII-XVII secolo, è passato alla storia come uomo cupo e misterioso. Lucie, giovane ricercatrice, si mette alla ricerca della donna che Watteau ha sempre dipinto solo di spalle. E' un percorso di ricerca che mette in gioco anche le relazioni personali ma al contempo è in grado di fornire delle chiavi di lettura della realtà. Ne emerge una concezione totale e totalizzante dell'arte, cui la vita si adegua, imitandola. Lucie, eseguendo la sua ricerca su Watteau, troverà l'incontro con Vincent ma al tempo stesso perderà l'attimo più importante. Nella ricerca dei dettagli troverà i segreti dell'anima del pittore. Troverà l'oblio volontario che passava per la cancellazione dell'immagine, cancellazione che non avviene per distruzione ma per ricopertura, come la terra di un sepolcro non cancella ma chiede un pietosa dimenticanza. Un velo sullo sguardo che porti all'oblio. In concorso alla Festa del Cinema 2007.

 In foto: Les Deux Cousines, c. 1717-1718 di Antoine Watteau

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17:18 | commenti (2) | cinema, festacinemaroma2007 |

La storia intera in uno sguardo

Caotica Ana (titolo originale)

di Julio Medem

Il ricorso diegetico a riferimenti metafisici esemplifica e sostanzia la realtà materiale del mondo. Ana rappresenta la stratificazione di storie e l'addensamento di senso che lo sguardo di una donna può rendere. L'approccio naif che Ana ha verso l'arte ne disvela il carattere meramente liberatorio ed espressivo di un'animo che guarda nei propri abissi con semplicità. L'arte funge anche da mediazione nel rapporto verso il mondo maschile che qui appare in un perenne e insanabile conflitto con il mondo delle donne. Ana contiene in sè il ricordo di vite di altre donne. Donne che hanno molto amato, restandone distrutte. Donne di pace, uccise dalla guerra inventata dagli uomini. L'universo maschile non è rappresentato in modo uniforme, essendo composto da espressioni e orizzonti differenti. Ana riesce a scorgere il male, riesce a riconoscere gli uomini buoni, che le donne come lei hanno generato. Folgorante ed esemplare l'attacco agli uomini di guerra, rappresentati da un uomo terribilmente somigliante all'ex segretario alla difesa Donald Rumsfeld, targato Bush. Il film è stato accolto dal pubblico della prima in modo entusiasta, particolare enfasi per l'ottima prova della bellissima giovane attrice. In concorso alla Festa del Cinema di Roma 2007.

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11:56 | commenti (2) | cinema, festacinemaroma2007 |

Quod me nutrit me destruit

Youth without youth (titolo originale)

Un'altra giovinezza

di Francis Ford Coppola

Le passioni che la vita scaturisce la bruciano così intensamente da non risparmiare neppure i sentimenti che la animano e ne danno senso. Dominic Matei è un anziano ricercatore di linguistica che ha speso tutta la sua vita nel viaggio a ritroso nel tempo alla ricerca del protolinguaggio umano. Dominic perde l'amore di Laura nell'ossessione della sua ricerca. Alla fine della sua vita è consapevole di aver fallito come uomo e come ricercatore, nell'incapacità di concedersi cosapevolemente all'uno o all'altro ruolo. Un inaspettatto evento gli concederà la possibilità di portarsi finalmente alla portata dei suoi obiettivi, nell'incontro di Veronica, che sembra incarnare entrambe le sue passioni/ossessioni. Eppure questa possibilità che nella vita reale non è concessa a nessun uomo non può essere che desiderio, un sogno, l'ultimo pensiero. Le inquadrature rovesciate sembrerebbero alludere ai processi di visione dell'ottica analogica, citazione sentimentale dedicata ad al passato (il film è girato in digitale) . Il film, tratto dall'omonimo romanzo di Mircea Eliade, appare diegeticamente troppo barocco, le coincidenze innaturali eccessive e destabilizzanti. L'accoglienza in sala alla Festa del Cinema è stata molto tiepida. Presentato alla sezione Premiere alla Festa del cinema 2007.

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10:55 | commenti | cinema, festacinemaroma2007 |